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Anni 1940Modifica

Seconda guerra mondialeModifica

1940: Il Regno Unito perde la battaglia d’Inghilterra, viene invaso 6 mesi dopo la conclusione dei maggiori scontri nei cieli (25-04-1941). Le truppe sbarcano in tutta l’Inghilterra meridionale e avanzano rapidamente verso Londra. L’esercito inglese si dimostra preparato, ma subisce una severa sconfitta nella battaglia di Ashton (01-05-1941) e nella successiva battaglia di Crawley (03-05-1941). Mentre la famiglia reale ripara a Liverpool insieme a Churchill (10-05-1941), l’esercito nazista raggiunge Londra. I londinesi non accolgono la Wehrmacht a braccia aperte, ma la paura di serie ritorsioni da parte dell’esercito invasore spinge gli inglesi a non opporre resistenza. Poche frange militari instaurano una debole resistenza ad Hyde Park, che viene raso al suolo come monito per il resto della popolazione londinese (16-05-1941). Dopo il completamento dell’occupazione della città e lo spostamento delle operazioni militari a nord degli ultimi sobborghi Hitler visita Londra e tiene un discorso alla popolazione da Buckingham Palace (31-05-1941).

Oswald Mosley viene immediatamente rintracciato e liberato di prigione. Hitler lo incontra e gli offre di guidare il futuro governo inglese. Mosley appare titubante, ma Hitler lo convince sotto la minaccia di trasformare la Gran Bretagna in un territorio direttamente assoggettato al Reich (i futuri Reichskommissariat). Mosley accetta, ma salirà al potere solo dopo la totale occupazione dell’isola. Al momento viene lasciato al comando un commissario straordinario. Prima di lasciare l’Inghilterra Hitler affida a Mosley l’incarico di convincere i sovrani inglesi ad arrendersi. Data l’origine tedesca della casata, Hitler spera sempre di convincere i regnanti britannici a passare dalla sua parte.

Mentre i combattimenti continuano aspri nella zona a nord di Londra le truppe tedesche avanzano continuamente, anche se in maniera sempre più lenta. Dopo la battaglia di Northampton (02-07-1941), l’avanzata tedesca si ferma. Da Liverpool Churchill ed il re Giorgio VI invitano la popolazione a resistere ed a combattere. Nella zona occupata a questa data, corrispondente all’intera Inghilterra meridionale (secondo una linea Colchester-King’s Lynn-Northampton-Cheltenham-Bath-Dorchester) la vita per il popolo si delinea durissima, con l’implementazione di un rigidissimo regolamento su base nazista. Dopo un mese di combattimenti nulli, Hitler decide di rompere la resistenza in Inghilterra del nord con un altro grande sbarco. Organizzato in maniera veloce, il 21-08-1941 un’intera armata viene sbarcata vicino a Grimsby. Da qui, nonostante un aspro scontro iniziale, le forze tedesche avanzano rapidamente verso Liverpool, travolgendo la resistenza inglese. All’incirca contemporaneamente le forze tedesche a sud conquistano Bristol, tagliando la Cornovaglia dal resto dell’Inghilterra. Il 02-09-1941, dopo la conquista tedesca di Leeds, Churchill e la famiglia reale scelgono la fuga, recandosi in Canada. Ricevuta la notizia della fuga, Hitler decide di approfittarne e nomina Mosley capo del governo inglese (04-09-1941). Come primo atto del nuovo governo Mosley accusa i sovrani di aver abbandonato il proprio popolo sotto la spinta del traditore supremo Churchill, che ha condotto il paese in una guerra che già dall’inizio era sicuramente persa. Perciò dichiara la fondazione della Repubblica di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord, sotto la sua guida come Leader supremo del Partito Fascista Britannico, unico partito ammesso.

Hitler dichiara pubblicamente la fine immediata delle ostilità, e quindi delle violenze, se l’esercito accetta la resa formale. La Cornovaglia, scarsamente difesa e isolata si arrende il giorno dopo, seguito a ruota dal Galles, il cui popolo sente la vicinanza al nemico incombente e chiede di non soffrire ulteriormente. Diversa la situazione a nord in cui la resistenza ad oltranza viene proseguita. Nella notte del 06-09-1941 una flotta aerea bombarda a tappeto le città di Liverpool e Glasgow. Altri aerei portano terrore e morte nella maggior parte delle città inglesi a nord di Manchester. Il popolo è sconvolto e nei giorni successivi i combattimenti riprendono ancora più duramente. I civili coinvolti nelle zone di combattimento vengono trattati dai tedeschi come militari e passati per le armi. Di fronte a tante minacce e vedendo la relativa tranquillità del Galles e della Cornovaglia, la zona settentrionale dell’Inghilterra si arrende il 28-09-1941, con la Wehrmacht alle porte di Manchester, mentre Scozia e Irlanda del Nord seguono tre giorni dopo (01-10-1941). La guerra in Gran Bretagna è finita. Il periodo successivo sarà comunque duro. Oswald Mosley prende il potere e sotto l’ispirazione (e la minaccia) di Hitler, gestisce il paese con il pugno di ferro, implementando le leggi razziali del Reich e asservendo ogni lato dell’economia al fine di ripagare i danni di guerra alla Germania. La nuova repubblica attraversa il suo periodo più buio in questo momento, totalmente inginocchiata davanti al potere nazista.

Già nell’08-1941, quando la guerra sembrava volgere al peggio per gli inglesi sul suolo nazionale, i fermenti nella colonia indiana aumentano notevolmente di numero. Gandhi continua a propugnare una soluzione pacifica e per il governo britannico in India, che non può permettersi un conflitto nella propria colonia con la difficile situazione in patria, accetta di cedere il potere a Gandhi (15-08-1941). Gandhi riorganizza la neonata nazione in una federazione molto vicina al modello degli Stati Uniti, temendo un escalation di tensioni fra le regioni a maggioranza musulmana e quelle a maggioranza induista. Alcuni scontri indipendentisti avvengono nelle regioni del Punjab e del Baluchistan (20-09-1941), ma le tensioni scemano con l’attacco giapponese alle regioni birmane (02-10-1941). Il Giappone, che si avvicina all’apogeo della sua potenza, mira ad approfittare della debolezza del neonato stato per occuparlo nella sua interezza. Il nuovo esercito indiano, che incorpora i reparti dell’esercito britannico in India, che non aveva voluto far ritorno nella patria controllata dai nazisti, affronta i giapponesi, che riescono ad occupare solo le zone birmane, ma vengono fermate prima di entrare nel territorio dell’Assam (05-02-1942). Il fronte si stabilisce qui e rimane pressoché inalterato in tutto l’anno.

La situazione italiana in Grecia nel frattempo non si era risolta. Le truppe italiane sembrano avere la meglio nel 06-1941, arrivando vicino alla città di Giannina, ma vengono di nuovo respinte al confine albanese e nuovamente fatte arretrare ben oltre il confine. Per tutto l’inverno questa è la linea che si attesta. Anche se l’apparenza è che la guerra europea sia finita con il crollo della Gran Bretagna, Hitler sa benissimo di puntare al crollo dell’Unione Sovietica, e, dato che la marina militare inglese era fuggita per il 90 % in Canada o si era affondata per evitare la resa, ritiene di avere ancora bisogno della marina militare italiana in piena efficienza e decide di sistemare la posizione italiana nei Balcani intervenendo personalmente. Inoltre voleva assicurarsi la pacificazione della zona e la disponibilità di soldati per la futura campagna di Russia.

Il re di Jugoslavia Pietro II aveva sostituito ormai il reggente Paolo, che avrebbe anche aderito al Patto Tripartito piuttosto di salvare il proprio paese dall’aggressione italo-tedesca. Il nuovo re, molto giovane, si illudeva di poter opporre la giusta resistenza, puntando su una coesione nazionale che era invece molto labile e trovando l’accordo del dittatore greco Metaxas, che voleva invece porre un fronte comune all’aggressione italiana. Non riteneva invece la Bulgaria una seria minaccia. Tutte queste valutazioni errate portarono il re Pietro a negare l’accesso alle truppe tedesche ed italiane dirette verso la Grecia (04-04-1942). L’attacco della Wehrmacht fu potente e il paese si disgregò rapidamente, specialmente dopo l’adesione dei nazionalisti croati all’attacco e il violento attacco bulgaro che cinse il paese su tre fronti. Il re Pietro II riparò in Grecia che subì a sua volta l’attacco delle tre forze congiunte (18-04-1942). L’esercito greco non resse il colpo. Metaxas e Pietro II di Jugoslavia ripararono quindi a Creta, mentre la Grecia continentale ed il resto dell’arcipelago caddero sotto il dominio dell’Asse (05-05-1942). L’isola rimase l’ultimo baluardo della resistenza anti-Asse balcanica, ma dovette arrendersi dopo una spettacolare invasione via mare e via aerea italo-tedesca (06-06-1942). I due capi di stato ripararono velocemente in Portogallo e di lì si diressero negli Stati Uniti d’America. La geografia dei Balcani cambiò radicalmente.

Viene creato lo Stato Indipendente di Croazia (Nezavisna Država Hrvatska), con i territori croati e bosniaci. Nel nuovo stato il potere viene assunto dal partito ustascia, formazione fascista locale, con a capo il Poglavnik Ante Pavelić, che governerà il paese con il pugno di ferro nei confronti della minoranza serba, mentre si dimostrerà leggermente meno intransigente con la popolazione bosniaca. La zona slovena viene divisa in due, la parte meridionale annessa all’Italia, come provincia di Lubiana, mentre la parte settentrionale viene annessa direttamente al Terzo Reich. L’Italia annette anche buona parte della Dalmazia e la zona costiera del Montenegro. Quest’ultimo diventa formalmente indipendente, ma sotto protettorato italiano. L’Ungheria annette una buona fetta della Vojvodina al proprio territorio, mentre la Bulgaria annette le zone macedoni fino ad Ocrida. La zona restante, riorganizzata come Serbia, rimane sotto governo militare tedesco. La Grecia viene divisa in due zone d’occupazione, italiana e tedesca. I tedeschi si limitano ad occupare solamente Atene e l’isola di Chio come base navale, mentre il resto della nazione viene affidata agli italiani. La zona settentrionale, compresa Salonicco, viene ceduta alla Bulgaria. I tedeschi non hanno molto interesse a ritagliarsi zone d’occupazione nei Balcani, ma per il momento mantengono numerose truppe in ogni territorio a sostegno degli eserciti di occupazione. Entro la fine del 1943 tutte le truppe tedesche lasceranno questi territori per ritornare in Germania.

14-02-1942: Le isole francesi di Saint-Pierre e Miquelon vengono occupate dalle truppe canadesi.

18-07-1942: Gli Stati Uniti occupano le isole Bahamas, nonostante le formali proteste del governo inglese in esilio in Canada.

25-11-1942: Gli Stati Uniti danno il via ad una task force che occupa le piccole isole, colonie francesi ed inglesi nei Caraibi. Anche stavolta le proteste del governo inglese in esilio cadono completamente nel vuoto.

12-03-1943: Gli Stati Uniti occupano la Guyana Britannica con l’aiuto del Venezuela, il quale annette le tre regioni occidentali. Le proteste in seno al governo inglese in esilio sono sempre maggiori, arrivando anche a minacciare il ritiro delle truppe canadesi in sostegno agli americani nell’Oceano Pacifico. Per pacificare gli animi dei sovrani canadesi, il governo americano decide di mettere in pratica l’invasione della Gran Bretagna. Il progetto non aveva riscosso molto successo, specie dopo i primi successi americani contro la flotta giapponese nel Pacifico. Gli Stati Uniti consideravano ormai l’Europa persa, e in molti credevano che utilizzare risorse e soldati per recuperare dei paesi ormai chiusi nella stretta nazista sarebbe stata un’immane perdita di uomini e di denaro. Tuttavia dopo la crisi della Guyana Britannica viene deciso di provare a recuperare una testa di ponte in Europa.

15-04-1943: Gli Stati Uniti occupano la Guyana olandese, le isole olandesi caraibiche e la Guyana Francese. Viene creato quindi un territorio militare (Military Territory of Guyana) comprendente le ex tre Guyane (esclusi i territori annessi al Venezuela).

12-07-1943: Tentato sbarco statunitense in Gran Bretagna. Il piano, denominato Operazione Ocean Storm, prevede l’occupazione veloce delle isole Ebridi Esterne e poi di quelle interne, in modo da fornire una base operativa per l’occupazione della Scozia. La seconda parte con una serie di divisioni trasportate via mare dalle nuove isole si procederà però subito all’attacco della Cornovaglia, puntando su un fattore sorpresa. Inoltre dopo aver proceduto all’occupazione delle isole Orcadi, si punterà direttamente alle isole Faroe, per colpire un territorio direttamente occupato dal Reich. Una volta occupata Scozia e Cornovaglia, gli americani contano di convincere l’Irlanda ad abbandonare il Patto Tripartito e sollevare il resto della popolazione inglese ad aiutarli. Una volta ripreso il controllo delle isole britanniche si ritiene che si creerà una testa di ponte a livello continentale che costringerà la Germania a ricominciare una guerra aerea. Al governo inglese viene reso chiaro che l’amministrazione della Gran Bretagna sarà congiunta ma il controllo generale sarà americano.

Nel giorno stabilito la flotta americana sbarca un contingente di 50.000 soldati sulle coste dell’isola di Lewis e Harris, di North Uist e di South Uist. Lo sbarco si rivela più difficile del previsto, perché, anche se i nazisti non avevano scoperto il piano di invasione, avevano comunque intuito buona parte del piano ed avevano fortificato le isole. Dopo aspri combattimenti Lewis e Harris e North Uist vengono conquistate, ma ad un prezzo umano altissimo. La flotta d’invasione meridionale lascia le isole diretta verso la Cornovaglia ma l’ottimo lavoro delle spie tedesche aveva ormai portato allo scoperto i piani di invasione della Gran Bretagna meridionale. A largo della costa settentrionale irlandese la flotta americana viene intercettata da una flotta di U-Boot tedeschi (15-07-1943) che ingaggiano una durissima battaglia. Alcune navi vengono poi raggiunte da una formazione della marina italiana, che riesce ad affondarle. Il completo fallimento dell’invasione della Cornovaglia costringe gli americani a rivedere le proprie strategie e continuare con la sola occupazione della Scozia. L’invasione dell’isola di Skye (18-07-1943) riesce ma le truppe vengono velocemente impegnate in aspri combattimenti, mentre un tentato sbarco vicino ad Oban (19-07-1943) sulla terraferma viene impedito sia dagli U-Boot che dalle truppe di terra. Le isole Orcadi cadono velocemente in mani americane, mentre la flotta tedesca impedisce lo sbarco nelle isole Faroe. Nell’arco di un mese la flotta americana tenta più volte di sbarcare sulla terraferma ma non vi riesce, mentre l’Irlanda non abbandona il Patto Tripartito, terrorizzata dalla minaccia di Hitler di bombardare Dublino e Cork. Hitler opta quindi per eliminare il pericolo americano dalle isole scozzesi e nel 24-08-1943 la Luftwaffe comincia un’operazione di bombardamento a tappeto delle isole. Le forze di occupazione subiscono gravi danni, specialmente nelle isole Orcadi. Essendo già scarsamente convinto della riuscita di una tale operazione, il governo americano decide di concluderla, per non dover fornire ulteriori uomini e rifornimenti, necessari invece alla guerra nel Pacifico. Il 01-09-1943 gli americani abbandonano le Orcadi e il 02-09-1943 l’isola di Skye. Il 05-09-1943, una nuova flotta preleva il contingente americano dalle Ebridi Esterne. Le forze naziste rioccupano le isole nei giorni successivi.

24-09-1943: Occupazione statunitense del Canada. Il governo inglese si è sentito oltraggiato dal fallimento americano, incolpando gli statunitensi di non aver impegnato risorse e uomini sufficienti nella tentata invasione della Gran Bretagna. Le accuse aumentano in breve tempo di intensità e gli inglesi ormai minacciano di ritirarsi completamente da qualsiasi impegno di guerra. I cittadini americani, che riconoscono l’impegno versato nella tentata invasione, ritengono questo atteggiamento intollerabile. Il governo americano a questo punto opta per occupare militarmente il Canada ed eliminare il governo inglese. In pochi giorni le truppe americane occupano le principali città canadesi, con pochi scontri. Solo ad Ottawa avvengono alcuni scontri cruenti. Churchill viene catturato ed imprigionato, mentre la famiglia reale viene posta agli arresti domiciliari. Per il Regno Unito questa è la fine definitiva.

31-01-1944: Colpo di stato di Panama. Il governo di Ricardo de la Guardia Arango si è dimostrato negli anni precedenti estremamente ostile alle potenze dell’Asse e filoamericano. Nel corso del 1943 i nazisti hanno pensato a lungo a come poter colpire gli Stati Uniti nella loro area d’influenza, in modo da impegnarli sul loro continente. Dopo la fallita invasione della Gran Bretagna, Hitler acconsente a destinare molte risorse a questo scopo, dato che non desidera ulteriori intromissioni americane negli affari europei che potrebbero compromettere i suoi piani sulla Russia. Molti agenti spia si infiltrano nei paesi centroamericani e l’intelligence nazista seleziona Panama come possibile obiettivo, specialmente se si fosse riuscito a portare il paese sotto l’influenza nazista, ottenendo il controllo del Canale di Panama. Dopo mesi di infiltrazione, corruzione, eliminazione di vari elementi scomodi, afflusso di ingenti somme di denaro nel paese, gli agenti nazisti riescono a rafforzare l’ala dell’esercito più ostile agli Stati Uniti e fomentando un colpo di stato. Quella notte la parte golpista dell’esercito occupa la città di Panama e imprigiona il presidente Arango. Al suo posto viene nominato capo del governo il generale Fernandez. Come primo atto il generale ordina la nazionalizzazione del Canale di Panama e la rottura della concessione agli Stati Uniti d’America. L’esercito si muove verso le truppe di stanza al canale ed i combattimenti sono molto aspri, ma riesce ad espugnare il sistema di difesa del canale. Gli Stati Uniti sono allarmati, dato che hanno perso il sistema navale di comunicazione veloce tra i due oceani e decidono per l’intervento immediato per risanare il sistema politico panamense e riprendere il controllo del canale. Il 20-02-1944 una task force lascia gli Stati Uniti per dirigersi verso Panama. Il governo Fernandez richiede agli agenti nazisti l’invio di truppe, mezzi e finanziamenti, ma Hitler rifiuta, visto che sta per dare il via alla campagna di Russia, fornendo solo limitati finanziamenti monetari. Tuttavia l’evento riscuote le simpatie di svariati gruppi ribelli dell’America centrale, che si dirigono dunque a sostegno della svolta panamense a combattere. Il 10-03-1944 l’esercito americano sbarca nella zona nord del canale, affrontando sia l’esercito panamense che le formazioni irregolari centroamericane. I combattimenti sono molto aspri e il contingente americano occupa solo la parte settentrionale del canale, non riuscendo a penetrare oltre. Solo dopo l’arrivo di ulteriori truppe (05-05-1944) gli americani hanno la ragione dell’esercito panamense ed occupano Panama City. Fernandez fugge sui monti vicino al confine colombiano mentre Arango viene liberato e rimesso al potere (25-05-1944). La fazione golpista si ritira sui monti, con il sostegno delle frange ribelli e continua la lotta armata. Una buona fetta del contingente americano rimane in loco per gestire la sicurezza del canale.

13-01-1944: Il Caudillo spagnolo Francisco Franco decide di entrare nel Patto Tripartito, giudicando la situazione del proprio paese ormai stabile. Inoltre era desideroso di ricevere dei benefici dalle Potenze dell’Asse, che erano ormai dominanti in Europa. Segretamente Hitler promette a Franco la regione francese del Rossiglione in cambio del sostegno al prossimo attacco dell’Asse contro l’Unione Sovietica.

22-02-1944: Il dittatore portoghese Antonio Salazar subisce pressioni da parte delle Potenze dell’Asse per entrare a far parte del Patto Tripartito. Salazar riesce comunque a motivare un rifiuto, dato che la conservazione del proprio impero coloniale richiede un discreto impegno militare. Consente però la partecipazione di eventuali truppe volontarie.

25-02-1944: Il Canada entra ufficialmente a far parte degli Stati Uniti d’America. Le province canadesi vengono riorganizzate in stati, mentre i territori diventano territori federali. L’operazione trova il sostegno delle frange indipendentiste del Québec, che nella forma di stato indipendente in seno agli Stati Uniti può avere quell’autonomia amministrativa e linguistica che il Canada non aveva mai concesso.

25-03-1944: Invasione dell’Unione Sovietica. Alle 05:00 le truppe tedesche attraversano il confine sovietico. La maggior parte dell’armata nazista si dirige direttamente su Mosca. Le truppe finlandesi rompono la pace con l’Unione Sovietica e dirigono direttamente su Leningrado, mentre a sud le truppe romene attraversano il confine dilagando in Bessarabia. Al contingente partecipano truppe provenienti dal Terzo Reich, Italia, Romania, Finlandia, Ungheria, Slovacchia, Norvegia, Danimarca, Francia, Inghilterra, Irlanda, Spagna e Croazia, per un totale di 5.500.000 di soldati.

Stalin viene colto praticamente impreparato, dato che la guerra si scatena 4 anni e mezzo dopo la firma del trattato di non aggressione e sorpassati i primi timori si era diffusa nelle alte sfere di comando sovietiche l’idea che Hitler non avesse intenzione di mettersi contro la potenza sovietica.

Le truppe avanzano velocemente raggiungendo Minsk alla metà di aprile, mentre le truppe dirette nella zona baltica vengono addirittura accolte trionfalmente dai popoli baltici che li consideravano dei liberatori, dai sovietici che li avevano occupati con la forza; questi popoli scopriranno in breve che i nazisti non hanno alcun interesse a liberarli. Riga viene occupata il 25-05-1944. All’inizio di maggio le truppe occuparono Smolensk, mentre a sud le truppe romene e quelle ungheresi e tedesche si ritrovarono sulla via per Kiev che viene cinta d’assedio il 26-06-1944. La marina militare italiana entra nel Mar Nero e bombarda pesantemente la flotta russa di stanza a Sebastopoli. La manovra a sorpresa è un completo successo e i bombardamenti navali ed aerei della Luftwaffe distruggono la flotta russa del Mar Nero. Le truppe poi vengono sbarcate a sud della città e si procede all’occupazione della Crimea. Il 03-07-1944 le truppe dell’Asse raggiungono Mosca e nel giro di due settimane la pongono d’assedio. Stesso copione si svolge a Leningrado chiusa dalle truppe finlandesi e naziste pressappoco nello stesso periodo. Kiev cade il 05-07-1944 dopo un’aspra battaglia. Le truppe dilagano in tutta l’Ucraina e la occupano senza troppa resistenza.

L’Ucraina occupata viene riorganizzata nel Reichskommissariat Ukraine, mentre i paesi baltici vengono riuniti nel Reichskommissariat Baltenland, denominato in seguito Ostenland.

La flotta italiana nel Mar Nero dopo aver assistito alla conquista della Crimea, riorganizzata nel Reichskommissariat Gothenland, prepara uno sbarco nella zona del Caucaso, ricca di risorse petrolifere. Il 06-08-1944 vengono attaccati il porto di Batumi e quello di Poti. In breve tempo la fascia costiera della R.S.S. Georgiana viene occupata dalle truppe dell’Asse.

All’avvicinarsi delle truppe dell’Asse, Stalin aveva fatto spostare ogni attività industriale nelle zone a ridosso dei monti Urali e di fronte alla sicura caduta di Mosca, era fuggito a Novosibirsk, dove aveva ricostituito il governo sovietico.

Dopo combattimenti quasi strada per strada termina la battaglia di Mosca, con la vittoria nazista (25-08-1944). Alcuni giorni dopo (30-08-1944) cade anche Leningrado. Le truppe naziste avanzano quindi fino a Vladimir ed a Jaroslavl’ dove finalmente si assestarono sulle linee conquistate, in vista del gelido inverno russo. A nord Leningrado resiste fino all’inverno arrendendosi alle truppe dell’Asse solo il 02-01-1945. Le truppe finlandesi occupano invece l’intera Carelia. Le truppe dell’armata meridionale arrivano ad occupare Rostov sul Don e qui si acquartierano.

Hitler visita Mosca, giudicandola una città priva di futuro e di elementi tramandabili ai posteri, ed ordina la distruzione di tutti i monumenti. Diverso fu il suo parere su Leningrado, giudicata sufficientemente germanica, una volta ripopolata dalle genti ariane e decreta l’eliminazione dei soli elementi sovietici, lasciando intatto il cuore originale della città.

Durante l’inverno avvengono delle serie battaglie, nei dintorni di Gorkij (OTL Nižnij Novgorod), Voronež e Rostov sul Don, ma senza ulteriori avanzamenti. Con l’arrivo della primavera del 1945 le armate dell’Asse devono affrontare la massiccia controffensiva sovietica, diretta soprattutto verso Mosca e Leningrado. Il 04-04-1945 le truppe sovietiche riprendono Mosca, mentre non riescono a sfondare il fronte settentrionale e si attestano a Novgorod e Tichvin. Sul fronte meridionale invece le armate riescono a sfondare verso il Caucaso e si ricongiungono alle armate sbarcate in Georgia che avevano occupato l’area caucasica fino a Tbilisi (18-05-1945). Erevan cade il 17-06-1945. Il fronte si attesta ai confini con la R.S.S. Azera. Le truppe meridionali avanzano quindi verso Saratov (24-06-1945) dove la città viene coinvolta in un violentissimo scontro; dopo un mese di battaglia urbana l’armata dell’Asse deve abbandonare la città.

Hitler seguiva con attenzione il programma di sviluppo atomico nazista e la notizia della riuscita della creazione della bomba atomica gli dona la speranza di vincere la guerra. Decide a questo punto di non proseguire oltre con l’avanzata di terra e di attestare l’esercito esclusivamente su posizioni difensive.

12-08-1945: Primo test della bomba atomica, nel deserto della Libia italiana, su gentile concessione del governo italiano. Il test è un completo successo e dimostra ad Hitler la potenzialità distruttiva dell’arma nucleare.

04-09-1945: Bombardamenti atomici di Mosca, Sverdlovsk (OTL Ekaterinburg), Stalingrado e Novosibirsk (dove si trovano il governo russo e Stalin). Mentre il bombardamento di Mosca è solamente simbolico, in quanto la città aveva già perso buona parte dei suoi abitanti, gli altri sono mirati a trovare ed uccidere il governo sovietico, in base alle informazioni frammentarie riguardo alla locazione di Stalin. Più di mezzo milione di persone perde la vita nel bombardamento.

06-09-1945: Dopo il devastante bombardamento atomico la maggior parte dell’esercito russo si arrende. La dimostrazione di potenza e della capacità distruttiva sono definitive. Inoltre la perdita di Stalin e dei centri di comando principali sbandano completamente la linea di comando dell’esercito. Poche sacche isolate in Siberia e nella zona degli Urali resistono.

La guerra contro l’Unione Sovietica è vinta e la capitolazione viene firmata il 08-09-1945. Le truppe dell’Asse dilagano senza incontrare resistenza in tutta l’Unione Sovietica fino alla Siberia Orientale. Considerando che il Giappone si ritrova in una situazione difficile l’occupazione tedesca arriva fino a Vladivostok, senza lasciar spazio ad una futura occupazione nipponica. In tutta l’Europa avvengono enormi festeggiamenti da parte della popolazione. L’Europa ormai è sotto il dominio dell’Asse.

07-10-1945: Invasione della Svizzera. Hitler decide di sistemare l’ultimo tassello alla riunificazione dei popoli tedeschi. Pone un ultimatum alla Svizzera (01-10-1945), in cui richiede mano libera per l’occupazione da parte -delle truppe dell’Asse. Il governo svizzero si rifiuta, dichiarando la propria neutralità e decisione nel mantenere l’unità nazionale, e confidando nel fatto che Hitler non voglia utilizzare le armi atomiche in un territorio così vicino alla Germania. Le truppe italo tedesche attraversano il confine ed occupano Basilea, Zurigo e Sciaffusa, mentre gli italiani avanzano con qualche difficoltà fino a Lugano attestandosi sul lato opposto del lago. I combattimenti imperversano sulla strada per Berna, e Hitler fa pervenire al governo svizzero la minaccia di utilizzare l’arma atomica sulla capitale nell’arco di 24 ore (16-10-1945), vanificando una possibile evacuazione. Il 17-10-1945 il governo elvetico firma la capitolazione. La guerra in Europa è ufficialmente finita.

11-11-1945. Tutte le potenze dell’Asse e i governi provvisori dei paesi sconfitti ed occupati si ritrovano a Praga, dove viene stilato il trattato di pace che sancisce la fine della guerra in Europa.

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Mappa dell'Europa dopo i trattati di pace alla fine della Seconda Guerra Mondiale

L’intero territorio dell’URSS viene riorganizzato in Reichskommissariat che ne gestiscono l’amministrazione e la purificazione razziale. Il Belgio cessa di esistere: al Reichskommissariat Niederlande viene aggregata la zona fiamminga dell’ex paese, mentre la zona francofona viene annessa alla Francia. La Francia torna indipendente, ma sotto uno stretto controllo tedesco. Stesso discorso vale per Norvegia, Danimarca (che perde la sua parte meridionale a favore della Germania), Serbia e Grecia. Viene creata la Repubblica di Carelia, posta sotto protettorato finlandese. La Svizzera viene smembrata. Per controbilanciare la perdita di un territorio di confine viene creata la Franca Contea indipendente, come legame tra mondo germanico e mondo franco-latino. Il controllo di questo paese rimane ufficiosamente in mano tedesca. Alla Franca Contea viene assegnato il territorio francofono della Svizzera, mentre agli italiani va la Svizzera Italiana e la città di Ginevra, e al Terzo Reich va la Svizzera tedesca. Il territorio dell’Irlanda del Nord viene ceduto all’Irlanda. Le isole Faroe vengono tolte alla Danimarca e annesse al Terzo Reich.

All’Italia vanno Nizza, Savoia, Tunisi e la Corsica. Le colonie francesi cadono sotto la mano italiana e tedesca. Anche le colonie belghe vengono poste sotto il controllo tedesco. La Siria passa sotto il controllo italiano, mentre Giordania e Iraq passano sotto il controllo tedesco.

Viene completata la distruzione di Varsavia, il materiale rimanente viene prelevato e riutilizzato per la ricostruzione delle città tedesche.

Anche le colonie africane vengono riorganizzate. Il Terzo Reich ottiene in primis la restituzione del Camerun, dell’Africa Orientale Tedesca (OTL Tanzania), e dell’Africa Sudoccidentale Tedesca (OTL Namibia) e del Togoland (OTL Togo). Occupa quindi il Congo Belga, la Guinea Equatoriale Francese (OTL Repubblica del Congo), l’Africa Equatoriale Francese (OTL Repubblica Centrafricana e parte del Ciad), parte dell’Uganda, la Nigeria, il Benin, il Nyasaland (OTL Malawi) e la Rodesia Settentrionale (OTL Zambia), in modo da formare un’enorme entità territoriale continua, chiamata Africa Centrale Tedesca (in tedesco: Deutsche Mittelafrika). L’Italia mantiene i territori occupati della Somalia Britannica, della Somalia Francese, dell’Africa Orientale Britannica (OTL Kenya), dell’Egitto e dell’Algeria. Inoltre annette il Sudan, parte del Ciad e del Niger francesi e la Sierra Leone sulla costa Atlantica. Il canale di Suez rimane tuttavia in mani tedesche, che lo annettono alla Giordania, protettorato nazista. Anche la Repubblica Sudafricana, ormai indipendente, è invitata al tavolo della pace, dove le viene tolta l’amministrazione fiduciaria della Namibia ma riceve il controllo diretto del Bechuanaland (OTL Botswana) e della Rodesia Meridionale (OTL Zimbabwe). La politica della Repubblica Sudafricana tuttavia comincia a subire una forte influenza tedesca; il governo è costretto ad ammettere la formazione del partito nazista sudafricano, che guadagna sempre maggiore influenza con il tempo. La Spagna annette il Marocco, creando l’Africa occidentale spagnola (in spagnolo: África Occidental Española), mentre il Portogallo mantiene il suo impero coloniale. Alla Francia rimane parte dell’Africa Occidentale Francese, mentre alla Repubblica di Gran Bretagna rimane il controllo del Ghana e del Gambia.

11-05-1946: Il Giappone si arrende agli Stati Uniti dopo il bombardamento atomico di Hiroshima, Osaka e Kyoto (01-05-1946).

Dopo la guerraModifica

Subito dopo la fine della guerra inizia la Guerra Fredda tra Germania e Stati Uniti. Entrambi i paesi sono in possesso di armi atomiche, ma dopo la devastazione testimoniata, il timore della distruzione totale spinge i paesi a non usarle. Ciononostante il riarmo è pesantissimo per tutti gli anni 19 50.

21-10-1948: Il Governatorato generale viene annesso al Terzo Reich. Da questo momento in poi viene severamente vietato l’uso della lingua polacca in ogni ambiente, a riscontro di severe pene. Secondo i piani la popolazione polacca subisce destini differenti: una parte giudicata degna viene lasciata libera, ma subisce una forzata germanizzazione. Una parte viene rilocata ad est, separata nei vari Reichskommissariat al di fuori del territorio tedesco, mentre una parte viene rilocata in varie zone della Germania come lavoratori forzati a basso costo. A questi ultimi viene vietata ogni forma di associazione, né possibilità di costruirsi una famiglia o affetti. Le famiglie vengono scrupolosamente divise, mentre alcuni neonati spariscono (si presume in adozione, se ritenuti degni di appartenere alla razza ariana).

Elenco delle dipendendenze dirette della Germania alla fine della guerraModifica

Elenco dei Reichskommissariat e dei protettorati tedeschi alla fine della guerra:

  • Reichskommissariat Niederlande
  • Reichskommissariat Ostland
  • Reichskommissariat Ukraine, cambia nome nel 1946 in Varland
  • Reichskommissariat Wolgaland
  • Reichskommissariat Steppenland
  • Reichskommissariat Kaukasien
  • Reichskommissariat Gotheland
  • Reichskommissariat der Grossen Seen
  • Reichskommissariat Norduralenland
  • Reichskommissariat Süduralenland
  • Reichskommissariat Siberien
  • Reichskommissariat Jenisejland, cambia nome nel 1946 in Jönißland
  • Reichskommissariat Jakutland
  • Reichskommissariat Bajkal
  • Reichskommissariat Ostsiberien
  • Reichskommissariat Kamtschatka
  • Reichskommissariat Amurland, cambia nome nel 1949 in Amurland und Sachalen
  • Protektorat Böhmen und Mähren
  • Protektorat Kolaland
  • Governatorato Generale

Anni 1950Modifica

31-07-1951: Viene testata con successo nei territori siberiani la prima bomba termonucleare ad idrogeno del Reich.

02-01-1952: Il Reichskommissariat Niederlande entra a far parte del Terzo Reich. Vengono implementati provvedimenti simili alla regolamentazione delle nuove zone orientali, tuttavia con effetti meno pesanti, in quanto i neerlandesi vengono già considerati ariani. La lingua neerlandese, per quanto non più ufficiale, è tollerata come “dialetto non ufficiale della lingua tedesca”. Ad ogni modo nei documenti ufficiali e nel campo dell’istruzione diventa obbligatorio utilizzare solamente il tedesco.

13-11-1952: Muore Vittorio Emanuele II di Savoia; per diritto dinastico gli succede il figlio Umberto II. Il nuovo monarca non rientra fra le simpatie di Benito Mussolini, né mostra apprezzamenti per quest’ultimo. Il Duce comincia a concepire un piano per eliminare la monarchia e instaurare una repubblica di cui divenire il solo capo di stato. La popolarità della monarchia e soprattutto del nuovo sovrano non gli permette però di mettere in atto qualsiasi colpo di stato. Le azioni politiche del Gran Consiglio del Fascismo tuttavia tendono ad isolare politicamente sempre di più i sovrani riguardo alla politica del paese.

15-12-1953: Ante Pavelić decide di riorganizzare lo stato croato. Dopo numerosi colloqui con Mussolini e la Casa Savoia decide di deporre Aimone di Savoia, e di fondare una repubblica, di cui sarebbe stato capo personale con il suo titolo di Poglavnik. Mussolini non è molto soddisfatto della perdita di un legame dinastico con il paese croato, ma in questo momento è più interessato a indebolire la posizione di prestigio dei Savoia nell’ambito del suo sogno repubblicano e accetta l’abdicazione di Aimone. Viene quindi proclamata la Repubblica di Croazia.

02-03-1954: La bomba termonucleare Göttlicher Sturm, della potenza di 70 megatoni, esplode sopra i cieli dell’isola di Südneuland (OTL Novaja Zemlja meridionale). La bomba è talmente potente da provocare una discreta serie di danni fino a Murmann e ad Erzengelstadt (OTL Arcangelo). Hitler rimane seriamente impressionato dalla potenza sviluppata, tuttavia è a conoscenza che anche gli Stati Uniti sono in grado di costruire armi nucleari di tali intensità. Decide quindi che la bomba esplosa sia una dimostrazione di potenza sufficiente e di tagliare i fondi per progetti di bombe ancora più potenti. Il programma di armamento nucleare viene ridimensionato, ma si continuano comunque a produrre scorte di bombe a fissione nucleare, in modo che la quantità di armamento costituisca un deterrente ancora migliore. Alla fine degli anni ’50 la Wehrmacht disporrà di 3.200 testate nucleari, dislocate in svariate basi naziste in tutta Europa.

01-05-1954: Il Protettorato di Boemia e Moravia entra a far parte del Terzo Reich. Vengono implementate anche qui regole simili al Governatorato Generale. La lingua ceca viene proibita, a riscontro di severe pene. La popolazione ceca viene divisa in due. Una parte viene lasciata libera, ma subisce una forzata germanizzazione. Una parte viene rilocata ad est, separata nei vari Reichskommissariat al di fuori del territorio tedesco, mentre una parte viene rilocata in varie zone della Germania come lavoratori forzati a basso costo. A questi ultimi viene vietata ogni forma di associazione, né possibilità di costruirsi una famiglia o affetti. Le famiglie vengono scrupolosamente divise, mentre alcuni neonati spariscono (si presume in adozione, se ritenuti degni di appartenere alla razza ariana).

25-08-1955: Mussolini decide di terminare l’occupazione militare della Grecia. Le truppe italiane lasciano formalmente Atene, ma con uno specifico trattato vengono mantenute le basi militari sulle isole di Nasso e di Chio, mentre si formalizza l’annessione di Creta, di Cerigo e delle isole Ionie allo stato italiano. L’Italia annette anche una piccola parte del Peloponneso con la città di Pyrgos (rinominata prontamente Pirgo). La politica della nazione rimane comunque sotto l’influenza italiana ed il controllo tedesco.

12-01-1956: Entra in funzione vicino a Zwickau la prima centrale elettronucleare della Germania, un anno dopo la nascita di queste strutture negli Stati Uniti. Nel giro di pochi anni sorgeranno altre 12 centrali, tese a soddisfare i crescenti bisogni energetici del Reich e delle forze di occupazione dei vari Reichskommissariat.

17-07-1956: Sotto la pressione del Poglavnik croato Pavelić, Mussolini acconsente a porre fine al protettorato italiano sul Montenegro. Viene istituito il Partito Fascista del Montenegro, sotto diretta influenza italiana, che continuerà a controllare indirettamente la vita del paese.

12-07-1958: Viene creata la Comunità Consiliare Europea, (C.C.E., in tedesco Europäische Ratgemeinschaft, E.R.G.), a cui capo fa il Consiglio Europeo, dominato ovviamente dalla Germania. La sede della Comunità si trova nella città di Francoforte sul Meno.

22-11-1958: Primo satellite, il Weltraumeroberer, in orbita intorno al pianeta. Comincia la corsa allo spazio tra le due superpotenze.

07-04-1959: Mussolini decide di porre fine all’occupazione italiana dell’Albania, per poter tagliare le spese militari di fronte all’allargamento dei possedimenti africani. Il suo progetto è di costituire una repubblica albanese indipendente, in modo da allontanarla ulteriormente dall’influenza della casata Savoia, mantenendo tuttavia un controllo del tutto personale sulla politica albanese. Umberto II anticipa le intenzioni di Mussolini nell’anno precedente e con una serie di visite sul territorio albanese si assicura la simpatia degli abitanti. Di fronte alle manifestazioni di affetto del popolo, Mussolini concede l’autonomia nel ventesimo anniversario dell’occupazione. Umberto II mantiene il titolo di Re d’Albania, indipendente dalla corona d’Italia. Il potere passa al Partito Fascista d’Albania, che è ovviamente influenzato in maniera pesante dalle politiche di Mussolini.

26-05-1959: La Persia cambia il suo nome in Iran e si allinea politicamente al Terzo Reich.

Anni 1960Modifica

Alla fine del decennio si evidenzia in particolare il cambio di politica riguardo alle centrali elettronucleari. Una parte degli scienziati nucleari tedeschi convince Hitler del rischio che grava sul popolo che vive nelle vicinanze delle centrali, situate tutte in terra tedesca. Infatti fin dall’inizio le centrali erano state costruite appositamente sul suolo nazionale per evitare di perdere il controllo su questa tecnologia. Tuttavia, una volta preso coscienza di tale rischio si opta per lo smantellamento di 12 su 14 centrali, e la loro ricostruzione nei Reichskommissariat Ostland, Varland e Wolgaland. Anche l’Italia, unica altra nazione europea a godere della tecnologia nucleare, capisce l’esempio della Germania. Tuttavia non potendo spostare le proprie centrali in un vicino territorio occupato, il governo italiano decide di eliminare la centrale di Ornate, pericolosamente vicina a Milano, e di spostare la centrale di Velletri ad Atessa. Tuttavia si decide di investire nella costruzione delle centrali nelle colonie africane, in modo da poter rendere queste zone elettricamente autosufficienti e non gravare in futuro sul bilancio statale. Già nel 1978 tutte le centrali tedesche sono state ormai spostate ad est.

29-05-1960: Durante un discorso pubblico nella piazza centrale di Vukovar, un attentatore spara al Poglavnik croato Ante Pavelić. La maggior parte dei colpi va a vuoto mentre alcuni colpiscono il braccio. Nonostante le ricerche successive l’attentatore non viene mai trovato. Pavelić non è gravemente ferito ma data la sua età decide di non proseguire direttamente l’attività politica e si ritira, lasciando il posto di Poglavnik al figlio Velimir che gli subentra il 30-06-1960.

13-07-1963: Durante una visita ufficiale a York, una formazione liberal-comunista ribelle uccide il Leader inglese Oswald Mosley. Egli viene colpito nella sua auto da una serie di colpi sparati durante il transito verso il palazzo del Partito Fascista Inglese. Hitler è furioso e ordina una repressione durissima. Nella città di York viene imposta la legge marziale e viene effettuata una ricerca sviscerale di tutte le cellule rivoltose. Nei giorni successivi all’attentato le esecuzioni sommarie sono innumerevoli, come gli arresti e i sequestri dei beni di chiunque sia minimamente sospettato di tendenze liberali. Le S.S. tedesche operano senza pietà e senza restrizione. Il Consiglio del Partito Fascista Inglese si trova in confusione ed in disaccordo. Svariati nomi emergono come probabili successori di Mosley ma le discussioni proseguono per alcuni mesi. I nazisti stessi non trovano subito un possibile candidato. Alla fine la scelta cade sul vecchio ministro della propaganda Arthur Kenneth Chesterton (25-10-1963), nonostante abbia già 64 anni. Dopo la sua salita al potere inizia una seconda brusca repressione delle fazioni liberali, per dimostrarsi degno agli occhi dei nazisti. L’intera Repubblica d’Inghilterra viene percorsa da un’ondata repressiva senza uguali, con decine di migliaia di arresti. Numerosi campi di internamento sorgono nelle zone desolate del Galles e della Scozia, e qui trovano la morte migliaia di persone.

14-11-1963: La navetta Mond-2 porta tre astronauti ad orbitare intorno alla Luna.

06-07-1966: Sbarco sulla Luna. La navetta Mond-5 alluna nell’Oceano delle Tempeste. Siegfried Braun è il primo uomo sulla superficie lunare. L’intero satellite viene rivendicato come colonia nazista.

1967: Inizio del Revival Celtico: le popolazioni celtiche fanno appello al Consiglio Europeo, premendo sulle loro origini ariane ed al loro diritto ad avere una nazionalità propria.

Tra il 1966 e il 1968 altre 5 navette portano astronauti sulla Luna. Il 26-03-1968 anche una navetta americana sbarca tre astronauti sul suolo lunare. Gli scienziati del Terzo Reich convincono però Hitler dell’estrema difficoltà di stabilire una base lunare e perciò di rivendicare ulteriormente il possesso del satellite. Hitler decide di mantenere una rivendicazione formale ma di finanziare d’ora in avanti progetti mirati esclusivamente allo sfruttamento economico della Luna.

25-10-1968: In ringraziamento per i dieci anni di fedele allineamento alle politiche del Reich, il territorio del vecchio Azerbaigian viene scorporato dal Reichskommissariat Kaukasien e annesso all’Iran.

12-01-1969: Il referendum organizzato dal partito fascista scozzese ha come risultato l’89 % di voti a favore dell’indipendenza. Il 01-06-1969 nasce la Repubblica di Scozia.

Anni 1970 Modifica

02-03-1971: Referendum in Galles, il 97 è % pro-indipendenza. La Repubblica del Galles viene dichiarata il 01-05-1971

Anche nell’isola di Man si diffondono idee indipendentiste. Tuttavia la scarsità di popolazione e la piccola dimensione dell’isola non sono elementi favorevoli ad un’indipendenza totale. Il 04-02-1972, con un referendum, la popolazione sceglie l’unione federale con l’Irlanda, che già da tempo ha intrapreso una politica di forte distacco dall’Inghilterra. Dopo mesi di trattative il governo irlandese accetta l’accesso dell’isola di Man e la creazione della Repubblica Federale d’Irlanda (14-06-1972). In primis comprende solamente la Repubblica d’Irlanda e la neonata Repubblica di Man. Nell’arco degli anni 70, sotto la spinta delle varie frange della popolazione la Repubblica d’Irlanda viene suddivisa in altre 4 repubbliche costitutive: Laighin, Am Mhumhain, Connachta, Ulaidh, corrispondenti alle 4 province storiche. La Repubblica Federale d’Irlanda è così costituita da 5 stati. È il primo caso di repubblica federale all’interno del mondo nazifascista, che ha sempre premuto per l’idea di nazioni unificate. Hitler guarda con sospetto alla formazione federale irlandese, ma decide di lasciar svolgere la questione, giudicandola alla fine un esperimento interessante.

Nel corso degli anni ’60 la Finlandia si lamenta dell’inclusione dell’Estonia nel Reichskommissariat Ostland, motivando la comune origine razziale di finlandesi ed estoni. Con una brillante manovra politica, convincono il Consiglio Europeo e Hitler che la purificazione degli estoni dall’influenza sovietica avverrà in modo migliore se condotta dai parenti finlandesi. Il 12-10-1972 viene dichiarata la Repubblica di Estonia, sotto protettorato finlandese. Il restante territorio viene riorganizzato nel Reichskommissariat Baltenland.

05-04-1974: Referendum in Bretagna. Il 65 % dei voti è pro-indipendenza. La Repubblica Celtica di Bretagna viene dichiarata il 01-01-1975. Il governo francese espone vivide proteste contro questa dichiarazione d’indipendenza, motivando al Consiglio Europeo che la celticità della regione della Bretagna si stata fatta a tavolino dalla minoranza bretone, mentre la maggior parte degli abitanti sarebbe ormai francese. Il Consiglio Europeo prende in esame la questione, ma decide che gli abitanti della zona hanno dichiarato la loro appartenenza al gruppo celtico con il referendum e che perciò l’indipendenza è del tutto regolare. Il presidente francese si reca quindi a Berlino dove incontra il Führer. Hitler, pur non dimostrando la classica intransigenza, rimane fermamente inamovibile, dimostrando tutto il suo sostegno al revival celtico.

10-10-1974: Crisi dei missili dell’Honduras Britannico. Mentre la maggior parte delle ex colonie europee nella zona caraibica è ormai indipendente dopo l’occupazione statunitense, il controllo britannico sulla colonia dell’Honduras Britannico continua a persistere. In questa data un satellite spia americano acquisisce immagini che testimoniano il posizionamento di missili dotati di testate nucleari nella zona settentrionale della colonia. In pochi giorni si rasenta il conflitto armato totale tra le due superpotenze. Tuttavia grazie alla mediazione italiana, francese e irlandese la guerra atomica viene evitata. Hitler si avvicina inoltre alla vecchiaia e sentendo di non riuscire più a gestire un eventuale scontro globale opta per una soluzione pacifica. I missili vengono ritirati dalla colonia britannica e gli Stati Uniti si impegnano a non fomentare rivolte contro il controllo britannico.

Negli anni ’70 la politica del Fronte Nazionale Fascista francese ondeggia tra il servilismo al Terzo Reich ed un’associazione maggiore allo stato italiano, che preserva ancora una certa indipendenza dalle politiche tedesche. In particolare, nel periodo subito successivo all’indipendenza della Bretagna l’avvicinamento si concretizza nella visita amichevole del gerarca fascista Marzio Ciano a Parigi (12-11-1974). Erano 15 anni che un gerarca italiano non visitava il suolo francese in un ruolo ufficiale.

Benito Mussolini muore il 03-01-1975 (83 anni). Da 3 anni non conduceva più personalmente il governo italiano, ma conservando la carica di Duce. Il Gran Consiglio del Fascismo si spacca e dopo tre mesi di discussioni (06-03-1975) viene presentato come Duce, il terzo figlio di Galeazzo Ciano, Marzio Ciano. Questi tuttavia muore  8 mesi dopo (10-11-1975) in circostanze non del tutto chiare. Il Gran Consiglio del Fascismo governa quindi per decreto per un anno prima di nominare Piero Ferdinando Badoglio nuovo Duce (24-10-1976). Il nuovo Duce ha già 64 anni e non ha mai grande forza di presa sul pubblico. Il potere è ormai nelle mani del Gran Consiglio. Singolare il fatto che nessuno dei figli di Mussolini abbia dimostrato interesse nella politica e nella possibilità di prendere il posto del padre. L’unico che aveva dimostrato un certo interesse, Bruno, era morto in un incidente aereo a Pisa il 07-08-1941.

20-11-1975: il Caudillo e Generalisimo di Spagna Francisco Franco muore. Nel suo testamento manca di indicare un successore, mentre si diffondono voci, che riportano una sua apertura al ritorno della monarchia. Il Consiglio Europeo non si trova immediatamente d’accordo. Il Gran Consiglio del Fascismo supporta apertamente il ritorno del vecchio sovrano, sperando di far rientrare la Spagna nella sua orbita di influenza, e creare così una sub-alleanza latina all’interno del Consiglio Europeo. Tuttavia essendo alle prese con i problemi derivati dalla successione di Marzio Ciano la sua forza di imposizione sul Consiglio Europeo è per lo più blanda. Il partito franchista, il Movimiento Nacional, annuncia la scelta di Torquato Fernandez-Miranda Hevia come nuovo Caudillo (14-01-1976). L’Italia spinge comunque per l’ascesa di Adolfo Suarez, personaggio di maggior simpatia al G.C.d.F..

1977: sotto le pressioni finlandesi viene riconosciuto al popolo Comi l’appartenenza etnica al gruppo ugro-finnico. Perciò viene deciso che il Reichskommissariat Norduralenland acquisisca una propria indipendenza. Il 27-04-1977 viene dichiarata la Repubblica dei Comi. Tuttavia il Consiglio Europeo non riconosce alla Finlandia nessun diritto di protettorato sulla nuova repubblica che rimane formalmente indipendente (anche se sotto controllo indiretto tedesco). Il Reichskommissariat Süduralenland muta il suo nome quindi in Reichskommissariat Uralenland.

I rapporti tra Romania ed Ungheria dopo la fine della guerra sono rimasti sempre tesi, a causa della questione della Transilvania. Numerose comunità romene dopo il passaggio della Transilvania all’Ungheria si sono ritrovate sotto il controllo ungherese. Nel corso degli anni il governo ungherese ha compiuto notevoli sforzi per ungheresizzare i romeni sotto il suo controllo, ma nonostante la lingua romena sia stata resa illegale, le comunità romene hanno lottato per mantenere intatta la propria identità, almeno in modo nascosto. Numerosi scontri e aperte ribellioni nel corso degli anni 1950 e 1960 hanno insanguinato la Transilvania, con le più violente a Koloszvár (24-05-1957 - OTL Cluj-Napoca) ed a Marosvásárhely (25-08-1963 - OTL Târgu Mureș). Michele I di Romania sta segretamente preparando il paese militarmente a confrontare l’Ungheria per riappropriarsi della Transilvania, ma nel corso degli anni 1960 gli sforzi diplomatici per trovare un sostegno alla causa romena si erano dimostrati fallimentari. Hitler non sembra interessato alla questione transilvana, mentre l’Italia non ha particolari legami con entrambi i paesi, inoltre l’Ungheria è un paese profondamente cattolico, mentre la Romania è di religione ortodossa, allentando i legami con l’Italia cattolica. Il governo romeno tuttavia estrapola che anche l’Ungheria non godrebbe di grande interesse e perciò decide di investire buona parte del commercio petrolifero nel riarmo del proprio esercito. Il 26-06-1977 l’esercito romeno valica il confine con l’Ungheria in direzione di Koloszvár, Marosvásárhely, Nagybánya (OTL Baia Mare) e Zilah (OTL Zalău). Le truppe romene occupano la maggior parte dei valichi di frontiera ma l’esercito ungherese, già presente nella zona, riesce a fermare l’avanzata romena. L’intelligence ungherese era riuscita già nei mesi precedenti a scoprire i piani romeni ed a prepararsi efficacemente a contenere l’attacco romeno. Nei giorni successivi gli scontri aumentano d’intensità mentre entrambe le parti registrano perdite consistenti ma nessun cambiamento di fronte. L’Ungheria decide quindi di presentare una mozione al Consiglio Europeo (15-07-1977), in cui denuncia l’aggressione romena come immotivata. Il governo romeno, dopo esser venuto a sapere della mozione, decide di portare davanti al Consiglio le prove della repressione contro i romeni in Transilvania. Tuttavia le prove addotte sono poche e giudicate inconsistenti dall’Italia. La Francia dimostra una simpatia maggiore per la Romania, ma non riesce ad influenzare il Consiglio. Il 29-07-1977 il Consiglio vota una mozione nella quale intima al governo romeno di ritirare le truppe all’interno dei propri confini, altrimenti una task force italo-tedesca sarebbe intervenuta a sostegno dell’Ungheria. Dato che temono che l’esercito ungherese non si sarebbe fermato a ripristinare i confini precedenti, i romeni decidono di ritirarsi subito e firmare un trattato di pace a Norimberga con il governo ungherese (01-01-1978), nel quale pagano le indennità di guerra e si impegnano a non cercare di modificare ulteriormente i confini con lo stato ungherese.

1978: il popolo armeno fa presente con una delegazione ad Hitler la prove della propria appartenenza al genere ariano e chiede di veder riconosciuta la propria autonomia. Dopo formale richiesta al Consiglio Europeo, il territorio armeno viene scorporato dal Reichskommissariat Kaukasien e viene dichiarata la Repubblica d’Armenia (01-07-1979). La politica della nuova repubblica si distingue per la pulizia etnica effettuata nei confronti dei rimanenti azeri, che non trovano altro scampo che l’emigrazione verso l’Iran.

Anni 1980Modifica

12-03-1982: Le popolazioni di origine altaica dei vari Reichskommissariat pongono le loro richieste all’attenzione del Consiglio Europeo. Essi portano le prove di un buon livello di purezza razziale e chiedono di essere ricevuti da Hitler. Hitler tuttavia non li incontra ma concede di buon grado l’indipendenza a questi popoli. Si presume che dietro la decisione di Hitler ci fosse in realtà la mano di Helmut Goebbels, che da tempo credeva fosse necessario allentare il controllo capillare sui Reichskommissariat per alleviare le ingenti spese militari.

31-06-1982: Con una cerimonia ufficiale vengono dichiarate le due repubbliche di Cazachistan e Daghestan. Il Cazachistan nasce dal Reichskommissariat Mittelasien, di cui rappresenta la sua continuazione. Il Daghestan si distacca invece dal Reichskommissariat Steppenland.

24-10-1982: Viene dichiarata la Repubblica di Calmucchia, distaccatasi dal Reichskommissariat Steppenland.

18-03-1983: Umberto II, Re d’Italia muore. Gli succede il figlio Vittorio Emanuele IV. Il nuovo re si rende velocemente conto del ruolo ormai infimo di cui gode la monarchia e cerca nuovi appoggi all’interno delle alte gerarchie fasciste per cercare di riconquistare un certo peso politico.

06-12-1983: Hitler muore. (97 anni). Già da 6 anni il potere è nelle mani di Helmut Goebbels, che assume ufficialmente la carica di Führer del Reich il giorno dopo la morte di Hitler.

27-10-1984: Incidente nucleare di Libau. Nella centrale nucleare di Libau (OTL Liepāja), nel Reichskommissariat Baltenland, avviene un drammatico incidente, dovuto al malfunzionamento del sistema di raffreddamento. Nella notte il nocciolo della centrale fonde e fa esplodere l’intera centrale. Le polveri radioattive si disperdono nell’aria e sospinte dal vento siberiano si disperdono in direzione del territorio del Reich. Numerose strutture di controllo della zona della Prussia Orientale mostrano rivelazioni eccessivamente fuori scala, diffondendosi in breve tempo sull’intera Germania, poi sulla Francia e sulle isole britanniche. Königsberg rimane la città più colpita. Paradossalmente ogni territorio del Reichskommissariat Baltenland rimane praticamente incontaminato, compresa la città di Memel, giudicata praticamente miracolata, ad eccezione delle zone immediatamente a ridosso del confine. Inizialmente il sistema di censura tenta di mettere a tacere la terribile notizia, ma i vari casi di malattie a Königsberg e gli alti livelli di radiazioni riscontrati sulle coste tedesche del mar Baltico diventano di dominio pubblico. Per la prima volta il regime nazista si trova a dover fronteggiare una situazione in cui deve rendere conto del proprio operato all’opinione pubblica. Il neoführer Goebbels decide di non farsi rovinare l’inizio della carriera come leader da un tale scandalo e accusa pubblicamente il sistema di gestione e di controllo delle centrali nucleari. Subito dopo l’inchiesta riguardo all’incidente vengono condannati a morte tutti i responsabili della centrale di Libau, mentre il ministro delle risorse viene rimosso dal comando. Dopo il processo, Goebbels decide di chiedere pubblicamente scusa al popolo tedesco per la politica energetica del Reich e si impegna a trovare una soluzione al rischio nucleare. Nell’arco di pochi mesi le 2 centrali nucleari rimanenti del Baltenland vengono disattivate, mentre viene finanziata la costruzione di una nuova centrale nell’Uralenland. Questa vicenda rimane nella storia come il primo grande smacco pubblico di Goebbels, che ha dimostrato una certa debolezza. Di ciò ne approfitteranno in seguito, forse incoraggiate proprio dal semi-fallimento di Goebbels, le formazioni comuniste clandestine del Reich.

1985: Iniziano gli anni di piombo: la scarsa mano di Goebbels nella repressione partigiano-comunista dà inizio ad un periodo turbolento. Le formazioni comuniste si armano e riprendono la lotta armata. Gruppi di spicco: la Rote Armee e la Rote Brigade. In Italia si attivano le Milizie Rosse, in Spagna la Brigada roja.

12-11-1985: Attentato di Amburgo: esplode un'autobomba al Teatro dell’Opera di Amburgo dove il ministro delle forze armate Sigmund Speer avrebbe dovuto presiedere ad una serata di gala. 12 morti, 4 feriti.

04-02-1986: Il movimento indipendentista basco, ETA, effettua un attentato a Barcellona, nel quale con un autobomba sapientemente posizionata assassina il Caudillo Hevia e una parte del suo entourage in visita alla città catalana. Ne segue quindi uno sciopero di alcune attività che coinvolge il paese basco e una parte della Catalogna. La speranza di una rivolta all’interno della nazione spagnola viene però rapidamente soffocata. Il Movimiento Nacional accetta quindi l’ascesa di Adolfo Suarez a Caudillo della Spagna.

06-06-1986: Attentato alla Hauptbahnof di Monaco di Baviera. 120 morti e 345 feriti.

25-07-1988: Attentato di Danzica: una barca carica di tritolo viene fatta esplodere nei canali del centro di Danzica. L’esplosione, amplificata dal caldo particolare della giornata, devasta buona parte del centro storico nelle vicinanze del porto. 1100 morti e 6240 feriti. Questo rimane il più grave e sanguinoso attentato degli anni di piombo.

In seguito al grave attentato di Danzica le ritorsioni contro le formazioni comuniste si intensificano, portando in un anno allo sradicamento della Rote Armee e alla scomparsa quasi totale della Rote Brigade. Le cellule comuniste, che trovavano più affermazione nella parte orientale del Reich vengono soppresse quasi del tutto, culminando con l’arresto e l’esecuzione di 150 attivisti nella città di Kattowiz (OTL Katowice).

Il nuovo Caudillo spagnolo Alfredo Suarez si dimostra un degno simpatizzante del Regno d’Italia, mentre intrattiene rapporti amichevoli ma non intensi con il Terzo Reich. Nel 1989 comincia a riprofilarsi l’idea di un ritorno della monarchia, sotto l’influenza dei monarchici italiani che vedrebbero di buon grado il restaurarsi di un regime ancora più favorevole all’influenza italiana. Con il riavvicinarsi della Spagna all’Italia e il progressivo allineamento della politica francese in favore dell’Italia si delinea per la prima volta il tanto sospirato Fronte Latino all’interno del Consiglio Europeo. Goebbels, impegnato nella difficile gestione degli anni di piombo e nel breve conflitto bulgaro-romeno, non presta grande attenzione al delinearsi di questo fronte politico comune.

1989: Guerra bulgaro-romena. Nel corso degli anni ’80 i rapporti tra Bulgaria e Romania si inacidiscono sempre di più, in seguito ad un acuirsi del nazionalismo bulgaro nei confronti della zona della Dobrugia. Le frange nazionaliste bulgare accusano la Romania di maltrattare la minoranza bulgara in Romania, al che il partito fascista romeno risponde indicando la pulizia etnica che i bulgari avrebbero condotto contro le popolazioni rom un tempo presenti sul suolo bulgaro. Il casus belli tuttavia viene trovato in maniera differente. Nel marzo 1989 viene rilevato un tasso d’inquinamento nelle falde acquifere intorno alla città bulgara di Ruse, sul Danubio, almeno 10 volte superiore al limite tollerato per le attività umane. Di tutto ciò si trova presto la colpa nei grandi impianti industriali della città romena di Giurgiu, che si trova di fronte, sul lato opposto del fiume. Il governo bulgaro accusa immediatamente il governo romeno di favorire l’avvelenamento dei cittadini bulgari e richiede lo smantellamento degli impianti industriali di Giurgiu. Il governo romeno rifiuta, vista che la ripresa economica romena degli anni ’80 aveva riportato finalmente il paese sulla strada del benessere. Per tutta risposta il 30-04-1989 l’esercito bulgaro sfonda il confine vicino a Silistra e verso la cittadina romena di Negru Vodă. Nel contempo le batterie da fuoco bulgare bombardano pesantemente la zona industriale di Giurgiu e l’aviazione mette in atto i primi bombardamenti delle zone produttive di Bucarest. Nel giro di due settimane le truppe bulgare cingono d’assedio la città di Costanza, ma non riescono ad entrare in città. Le altre truppe muovono rapidamente verso nord, decise ad occupare l’intera Dobrugia fino al delta del Danubio ma vengono fermate vicino alla cittadina di Saraiu, dove una grande battaglia si risolve in un risultato pari (27-05-1989). Il governo romeno aveva portato nel frattempo la questione all’attenzione del Consiglio Europeo, giudicando assurde le motivazioni bulgare dell’attacco. Il Consiglio si dimostra subito indeciso sul da farsi. Il Terzo Reich ha al suo interno posizioni contrastanti riguardo gli affari romeni, mentre l’Italia guarda con maggiore favore alla Bulgaria, il cui sovrano è cugino dell’attuale sovrano italiano. Il 04-06-1989 la città di Costanza cade in mani bulgare. Il Consiglio Europeo decide quindi di imporre ai due paesi di firmare una tregua. Nel corso di due mesi di trattative viene deciso che le truppe bulgare si ritireranno entro una linea che va da Cernavodă a Costanza. I bulgari accettano, ma pretendono di annettere il porto di Costanza al proprio paese. Con il sostegno italiano Goebbels accetta la cessione della città alla Bulgaria, che annette così la città portuale. Il trattato di pace viene firmato il 30-08-1989 a Zagabria.

Anni 1990Modifica

05-04-1990: il Duce Pietro Francesco Badoglio muore. Il Gran Consiglio del Fascismo si ritrova ancora diviso sulla figura che avrebbe sostituito il duce. Dopo alcuni mesi di discussioni viene scelta la figura di Lorenzo Ciano (24-07-1990), dato che il primogenito di Marzio Ciano, Pietro Francesco, si era rifiutato di prendere parte al governo che secondo lui era responsabile della prematura morte del padre. Lorenzo Ciano si dimostra un abile oratore pubblico, ma estremamente arrendevole alle decisioni del Gran Consiglio. La figura del Duce diventa sempre di più assimilabile a quella del re: una pura facciata. Tuttavia un Duce giovanile (ha solo 35 anni) è di grande aiuto ad un movimento, quello fascista, che necessita di una nuova apparenza fresca.

03-04-1991: attentato di Breslavia: durante un discorso pubblico un attivista comunista tenta di sparare al Führer Goebbels. Il tentativo fallisce e la cellula comunista della Rote Brigade viene portata allo scoperto ed eliminata. Questo sarà l’ultimo attentato degli anni di piombo.

1994: L’anno della distensione: i rapporti tra Stati Uniti e Comunità Consiliare Europea si avviano verso una progressiva distensione. I commerci, che già da tempo erano in crescita, subiscono una decisa impennata. Rimane tuttavia vietato l’accesso alle fonti americane ed alle tecnologie diffuse nel Nuovo Mondo quali Internet.

04-07-1994: Prima storica visita alla capitale americana Washington, in occasione del Giorno dell’Indipendenza, su invito del presidente americano Bill Clinton, del Duce d’Italia Lorenzo Ciano e del Ministro degli Interni tedesco Schmidt. Il Führer Goebbels non prende parte alla delegazione adducendo alcuni motivi di salute che renderebbero il viaggio oltreoceano poco consigliabile.

Anni 2000Modifica

05-03-2001: Scandalo di Bratislava. Durante un’ispezione a sorpresa delle S.S. slovacche in quello che si riteneva fosse il quartier generale di una cellula comunista emergono documenti riportanti la collusione tra la CIA americana e le svariate cellule comuniste in Europa, che avrebbero ricevuto finanziamenti dai servizi segreti americani, nella speranza di una destabilizzazione del continente europeo. Le relazioni tra Europa e America subiscono una brusca retromarcia. Emergono anche documenti riguardanti il sostegno alle fazioni indipendentiste in Congo ed in Etiopia. Lo scandalo assume proporzioni praticamente mondiali. L’escalation militare viene evitata dal lavoro diplomatico degli ambasciatori bulgari, irlandesi e portoghesi, che lavorano incessantemente per convocare un summit tra gli altri riquadri nazisti, fascisti italiani e i rappresentanti del governo americano. Il summit, svoltosi sull’isola portoghese di Madeira (25-09-2001), ha un risultato positivo, con le scuse formali del governo americano e l’impegno ad evitare intromissioni in Europa, Africa e Medio Oriente. La delegazione nazifascista non ottiene tuttavia nessuna informazione utile sulle cellule comuniste operanti.

23-08-2007: Attentato di Berlino: Tre aerei, uno decollato da Amburgo e diretto a Helsinki, uno da Francoforte sul Meno e diretto a Stoccolma e uno decollato da Brema e diretto a Istanbul, vengono dirottati su Berlino. Il primo si schianta sulla cupola della Volkshalle facendola collassare. Il secondo si dirige contro la Cancelleria e ne fa saltare in aria l’ala ovest. Il terzo, probabilmente diretto contro il Reichstag o l’Arco di Trionfo, cade invece in periferia, a Charlottenburg, probabilmente in seguito ad un tentativo dei passeggeri di impedire l’attentato. L’aereo abbatte diversi edifici ed esplode contro un condominio, devastando in pratica un intero quartiere. Le vittime ammontano a 13.530. La notizia fa il giro del mondo e voci di condanna arrivano anche dai governi del Nuovo Mondo.

Anni 2010Modifica

2010: Vengono intavolate per la prima volta delle trattative per la creazione di un comitato congiunto di gestione della Stazione Spaziale PASS, i cui costi aumentano continuamente. La C.C.E. dimostra un certo interesse, soprattutto per non lasciare il controllo della stazione esclusivamente in mano americana. Di fronte a tale opportunità i progetti di una stazione spaziale esclusivamente europea vengono lasciati da parte, di fronte agli esorbitanti costi che avrebbe avuto.

Negli ultimi anni cresce la pressione finlandese per l’eventuale indipendenza del Protettorato di Kolaland. Le ovvie intenzioni del governo finlandese sono di riuscire ad imporre una certa influenza sulla penisola di Kola e sulla città di Murmann. Tuttavia non sembra che il Terzo Reich abbia intenzione di cedere una zona così strategicamente importante per il controllo sull’Artico.

02-10-2014: Il Führer Helmut Goebbels muore. Al suo posto sale al potere il figlio Konrad Goebbels, che si insedia nella cancelleria due giorni dopo la morte del padre. I rapporti di Konrad con gli Stati Uniti si dimostrano immediatamente più rilassati, riportando il commercio oltreoceano a livelli precedenti allo scandalo di Bratislava. Si dimostra invece sempre più intransigente contro le frange estremiste islamiche. Tra i primi atti sponsorizzati dal nuovo leader tedesco si nota la spedizione congiunta Germania-Iran contro le cellule terroristiche sui monti Zagros e il bombardamento a tappeto della città di Tikrit, in Iraq, ritenuta ormai il cuore delle attività terroristiche. I morti arriveranno a toccare le 50.000 unità, mentre il resto della popolazione sopravvissuta viene catturata ed internata.

05-02-2015: Operazione Schönbrunn; un’immensa operazione a livello continentale volta a snidare le cellule terroristiche islamiche e comuniste ha luogo. Nel giro di 24 ore più di 680 persone vengono arrestate e condannate in seguito alla pena di morte in ogni paese. Tuttavia l’operazione ha uno scarso successo, dato che solo il 15% delle persone implicate nelle cellule terroristiche vengono catturate. La stampa invece celebra un completo successo. In particolare l’operazione non viene svolta a dovere in Croazia, dove il Poglavnik Pavao Pavelić ha deciso di non effettuare rigorosi controlli a tappeto nella regione bosniaca. La Bosnia, con una discreta presenza musulmana, si trova in fermento e il Poglavnik non riesce a dimostrare la necessaria intransigenza del padre e del nonno nei confronti delle popolazioni bosniache.

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Mappa dell'Europa alla fine del 2015

25-07-2015: Insurrezione bosniaca. Alle 12:05 nel comando di polizia di Sarajevo esplodono una serie di ordigni che devastano completamente l’edificio. Alle 12:42 alcuni uomini fanno irruzione nel comando di polizia e nella sede del partito ustascia di Mostar uccidendo decine di uomini. Nell’arco di poco scoppia l’insurrezione generale nella maggior parte della Bosnia, fomentata dalle cellule musulmane e comuniste. Il giorno dopo uno sciopero generale paralizza l’intera regione bosniaca, dimostrando una larga partecipazione popolare. Il Poglavnik Pavao Pavelić viene colto di sorpresa, non aspettandosi una così grande  partecipazione da parte del popolo bosniaco. Decide di consultarsi telefonicamente con Ciano e con Goebbels per chiedere consiglio e assistenza, ma i pareri sono discordanti; entrambi concordano nel soffocare la rivolta, ma Ciano propugna azioni meno violente nei confronti della popolazione, per evitare carneficine inutili e cercare di riportare l’ala bosniaca del paese nella pace e nella concordia con il governo centrale, utilizzando un’azione mirata contro le cellule ispiratrici. Goebbels si dimostra invece meno permissivo, suggerendo un’azione militare su larga scala diretta contro ogni esponente della rivolta, siano terroristi o semplici civili. Nonostante l’indubbia influenza che il governo fascista italiano ha sempre avuto sulla Croazia, Pavelić sceglie l’azione militare e il 30-07-2015 svariati reparti dell’esercito si dirigono verso le principali città bosniache; il primo attacco su larga scala avviene nella città di Tuzla, dove la maggioranza bosniaca aveva aderito alla rivolta, la città viene circondata e bombardata ripetutamente, con l’utilizzo di mezzi aerei. La speranza è che una singola operazione violenta possa comunque spaventare i restanti rivoltosi e spingerli ad abbandonare le armi. Nella notte del 02-08-2015 un numero imprecisato di bombe cadono sulla città, martoriata anche dai bombardamenti di artiglieria. La città viene seriamente danneggiata, subendo un vasto incendio. Le vittime ammontano a 120.000, mentre il resto della popolazione fugge sui monti circostanti, aumentando il numero di formazioni simil-partigiane. Diversa la situazione della città di Banja Luka, la città bosniaca sempre più fedele al regime. Qui la situazione è già di guerra civile con le controparti croate e bosniache che già si fronteggiano da svariati giorni. L’arrivo dell’esercito regolare acuisce lo scontro che tuttavia nell’arco di una quindicina di giorni volge al peggio per le formazioni bosniache. Le truppe dirette a Sarajevo da nord vengono invece fermate in violenti scontri irregolari vicino a Zenica, mentre quelle partite a sud da Ragusa vengono fermate prima di Mostar. L’intero cuore della Bosnia è in mano ai rivoltosi. Per Pavelić si dimostra particolarmente dolorosa la posizione della città di Konjic, luogo d’origine della sua famiglia, fermamente in mano ribelle. Anche la zona di Bosanska Krupa rimane fermamente in mano ai ribelli. Pavelić stenta a credere nel primo successo di questa ribellione. Il bombardamento di Tuzla, per quanto riuscito, non ha ottenuto il risultato sperato e l’esercito ha conquistato una città spopolata ed in rovina, mentre le frange ribelli sono fuggite nelle montagne per dare vita a formazioni partigiane, cosa che costerà all’esercito una discreta fatica per snidarle. Goebbels è totalmente infuriato con Pavelić per l’incapacità di gestire la rivolta e minaccia il governo croato di un intervento armato tedesco, che avrebbe effetti devastanti sulla zona ribelle. Pavelić tentenna, promettendo azioni più efficaci, ma timoroso di perdere le zone produttive della regione, che sono fermamente in mani ribelli. Il Consiglio Europeo spinge per l’intervento “pacificatore” tedesco; dopo il bombardamento di Tuzla le proposte italiane cadono nel vuoto, e il Duce Ciano non si pronuncia sull’argomento per alcune settimane. Alla fine si dimostra anch’egli favorevole all’intervento tedesco, timoroso dell’estendersi della rivolta alla provincia italiana di Zara e a quella di Spalato. Pavelić sprona il suo esercito a fare di meglio ma non riesce ad espugnare l’asse Sarajevo-Mostar, protetto dalle munizioni antiaeree che i rivoltosi hanno catturato dalle basi militari delle colline di Sarajevo. Goebbels si dimostra sempre più impaziente ed il 15-10-2015, dopo che le forze ribelli annientano un’intera divisione nei dintorni di Mostar e ricacciano l’esercito verso il mare, impone attraverso il Consiglio Europeo l’intervento tedesco. L’azione tedesca si dimostra subito

estremamente violenta, con pesanti bombardamenti che colpiscono Sarajevo, Mostar, Zenica, Konjic, Mostar, Banja Luka, Bosanska Krupa, Bihać e Cazin. I tedeschi si accaniscono in particolare su Sarajevo e Mostar, che vengono ridotte a dei cumuli di macerie. Le vittime sono centinaia di migliaia, anche se contenute in quanto buona parte della popolazione civile aveva già lasciato i maggiori centri urbani per timore dei bombardamenti croati. Pavelić è inconsolabile, specialmente dopo la perdita del centro di Konjic a cui si sentiva profondamente legato. Il 25-10-2015 viene ritrovato morto, ufficialmente suicida nel suo studio di Zagabria. Insinuazioni non ufficiali indicano che le prove scientifiche hanno dimostrato che non si trattasse di un suicidio ma di un omicidio, ma tutti i risultati sono stati rapidamente insabbiati. Il partito ustascia rasenta il crollo totale, mentre reparti dell’esercito tedesco occupano anche le principali città
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La Comunità Consiliare Europea (C.C.E.) nel 2015. In rosso i membri, in rosso chiaro i territori controllati da membri comunitari, in grigio gli stati non membri della comunità.

croate, con la motivazione di mantenere l’ordine pubblico nella preparazione ad un collasso dello stato croato. Mentre alcune fazioni estremiste ustascia cominciano a pensare ad un’azione di sabotaggio contro i tedeschi, la maggior parte del partito capisce che bisogna tentare almeno di salvare il paese dalla distruzione e propone a Goebbels di nominare un nuovo Poglavnik, su indicazione del Führer stesso. Il 02-11-2015 gli ustascia nominano nuovo Poglavnik Petar Franjić, un ustascia di media importanza che aveva lavorato per anni all'ambasciata croata in Germania. Franjić ha sempre ammirato il Terzo Reich e si dimostra immediatamente servile a Goebbels, mobilitando la totalità dell'esercito croato contro i rivoltosi, in un ruolo peraltro totalmente subalterno alle forze tedesche. Dopo i bombardamenti l'occupazione delle città si svolge in breve tempo. Molto più difficile risulta l'operazione di caccia delle formazioni partigiane. Il 13-11-2015 i partigiani attaccano la prima formazione tedesca nella cittadina di Vareš, provocando l'immediata reazione nazista, che massacra metà della

popolazione civile della cittadina.

Vita nei ReichskommissariatModifica

Negli ultimi 20 anni la vita dei cittadini dei vari Reichskommissariat sparsi nell'Europa orientale è notevolmente migliorata. Queste forme statali sono entità soggette al controllo nazista senza autonomia, in cui sono state implementate rigide misure atte ad annientare la cultura e la popolazione slava locale. Negli anni '50 le condizioni di vita erano semplicemente proibitive, ogni forma di produzione agricola e industriale veniva reindirizzata verso il Terzo Reich e il resto dell'Europa, mentre solo la sussistenza di base veniva fornita alla popolazione rimanente. Ogni forma di produzione e consumo privato veniva severamente punita. Le grandi città furono evacuate e ripopolate da tedeschi. Buona parte di esse fu rasa al suolo per cancellare le forme architettoniche staliniste. Le popolazioni siberiane, considerate poco sovietizzate e non slave, furono lasciate al loro sistema di vita, considerato poco pericoloso dai vari Reichskommissar. Come primo atto per cancellare l'identità slava i nomi delle città, dei fiumi e delle regioni vennero germanizzati o completamente cambiati, traducendoli o riprendendo antiche radici ormai in disuso che meglio si accordavano con le idee pangermaniste. La maggior parte della popolazione, specialmente nei Reichskommissar Wolgaland e Süduralenland si ritrovò a lavorare forzatamente nelle industrie pesanti e nell'agricoltura. L'Ucraina, il cui nome fu cambiato in Varland, ritornò ad essere il granaio d'Europa. La popolazione fu costretta a lavorare nelle fattorie commissariali per produrre quantità di grano sempre maggiori. Nel corso degli anni '50 e '60 diverse carestie colpirono ripetutamente varie zone dei diversi Reichskommissariat, senza riscuotere particolare interesse da parte dei commissari, se non quando la produzione rischiava di scendere sotto il livello richiesto. Ogni traccia di istruzione media o superiore fu cancellata, mentre le università vennero chiuse e i testi eliminati. Veniva fornita un'istruzione elementare che fornisse le conoscenze necessarie a svolgere i compiti assegnati. Inoltre i matrimoni furono proibiti e le gravidanze scoraggiate. Ogni violazione delle regole comportava punizioni severe, spesso con la morte senza alcun processo. La situazione peggiore si ebbe nel Reichskommissariat Wolgaland dove il governatore Steiner, estremamente insoddisfatto della sua nomina, governò con un pugno di ferro assoluto, affamando la popolazione, deprendando ogni risorsa possibile. La città di Krähenstadt, l’ex Voronež, dove si trova il quartier generale del Reichskommissariat, fu particolarmente colpita dalla sua gestione: tutti i cittadini slavi furono deportati nell’arco di 10 anni, anni in cui subivano tremende sofferenze, arrivando ad essere uccisi casualmente dalle S.S. o dallo stesso Steiner. La situazione nel Varland fu invece notevolmente migliore: essendo il polo agricolo principale, la popolazione godeva comunque di un nutrimento migliore, riuscendo a volte a procurarsene di più producendone oltre il limite prefissato e trafugando l’eccedente. Anche nel Süduralenland le condizioni di vita furono migliori in generale perché il forzato utilizzo nell'industria pesante richiedeva un nutrimento migliore. Inoltre il Reichskommissar Rommel, per quanto non felice dell'assegnazione così lontana, non si vendicò sui cittadini inermi allo stesso modo di Steiner. Nel corso degli anni le popolazioni slave diminuirono sensibilmente di numero, mentre quelle germanofone aumentavano esponenzialmente. Una parte della popolazione precedente fu assorbita nella componente tedesca, dopo le necessarie controprove. L'uso del russo e delle altre lingue slave entrò in serio declino. Le città principali e quelle di medio livello erano ormai completamente germanofone, mentre le precedenti lingue rimasero lingue del contado. Non si implementò nessuna misura restrittiva sulle lingue uraliche parlate al nord ed in Siberia, ma subirono comunque l'influsso della germanizzazione. Il Wolgaland pagò duramente la politica di Steiner, diventando il Reichskommissariat più povero e spopolato, superato anche dal Reichskommissariat der Grossen Seen, in popolazione e dallo Steppenland in ricchezza. Steiner fu sostituito per evitare l'impoverimento eccessivo dell'industria pesante ma il trend negativo era ormai inarrestabile. Il Wolgaland rimarrà sempre la zona più depressa dell'intera Europa orientale. Nel corso degli anni '80 si ebbero dei discreti miglioramenti, culminati con l'indipendenza di alcuni Reichskommissariat. Le condizioni di vita migliorarono e si ebbero notevoli concessioni alla popolazione, dato che per la maggior parte era ormai germanofona. Nonostante mancassero regolamentazioni ufficiali come in uno stato vero e proprio, i decreti commissariali si trasformarono sempre di più in leggi civili e penali sempre più vicine al modello del Terzo Reich. Molte parti della popolazione cominciarono ad essere impiegate nel settore amministrativo e giudiziario senza più limitare l’accesso a tali settori a persone provenienti dalla Germania. Negli anni ’90 la situazione si assestò e ogni Reichskommissariat divenne una sorta di stato, formalmente dipendente del tutto dal Terzo Reich, ma praticamente in autogestione. Lo standard di vita, sebbene ancora fra i più bassi del continente era migliorato e nel 1992 venne abrogato il divieto di matrimonio in tutti i Reichskommissariat, dato che stava diventando difficile implementare tale divieto ad una popolazione ormai sempre più mista. Per le frange di popolazione ancora isolate e riconoscibili, i matrimoni furono permessi ma ufficiosamente scoraggiati dalle S.S. Negli ultimi 15 anni la domanda di infrastrutture si è moltiplicata e le industrie del Reich hanno cominciato a guardare ai Reichskommissariat come a nuove possibilità di espansione commerciale. Le strutture delle varie città sono state rimodernate o ricostruite, sono stati inoltre migliorati i collegamenti viari, ferroviari ed aereoportuali. La maggior parte dei Reichskommissariat ha conosciuto all’inizio degli anni 2000 un forte sviluppo su ogni fronte, grazie alle industrie tedesche. Non si può affermare che gli standard di vita si avvicinino ancora ai livelli europei, ma i popoli dei Reichskommissariat vivono oggi in un ambiente notevolmente migliore e tranquillo.

Ridenominazioni dei toponimi ed idronimi in Europa orientaleModifica

Una delle politiche di annientamento dell’identità e della cultura slava messe in atto dal governo nazista nei Reichskommissariat fu il cambiamento sistematico dei toponimi e degli idronimi. Se esisteva già un nome tedesco veniva reso l’unica forma ufficiale consentita. Altrimenti il nome veniva tradotto in tedesco oppure cambiato ricercandone antiche etimologie storiche legate il più possibile con il mondo germanico:

  • Archangel’sk: Erzengelstadt
  • Bydgoszcz: Bromberg
  • Charkov: Charkenstadt
  • Fiume Dnepr: Fiume Var (dall’antico nome unno)
  • Dnepropetrovsk: Peterstadt am Var
  • Donetsk: Alexanderstadt an der Kalka
  • Gor’kij (Nižnij Novgorod): Niederneustadt
  • Katovice: Kattowiz
  • Kazan’: Kässtadt
  • Kiev: Warägerstadt
  • Liepāja: Libau
  • Łódź: Litzmannstadt
  • Minsk: Menes
  • Murmansk: Murmann
  • Novgorod (Velikij Novgorod): Neustadt
  • Orël: Adlerstadt
  • Poznań: Posen
  • Stravropol: Kreuzstadt
  • Stravropol-na-Volge: Kreuzstad an der Wolga
  • Ul‘janovsk: Grünberg
  • Voronež: Krähenstadt
  • Zaporož’e (Zaporižžja): Aleksanderstadt am Var

Nomi dei partiti nazifascisti in EuropaModifica

Nome dei vari partiti fascisti e nazisti in Europa, nelle varie lingue:

  • Albania: Partito Fascista d’Albania (Partia Fashiste e Shqipërisë)
  • Danimarca: Partito Nazionalisocialista Danese (Det Nationalsocialistiske Dansk Parti)
  • Franca Contea: Unione Fascista della Franca Contea (Union Fasciste de la Franche-Comté - Faschistische Union der Franche-Comté)
  • Francia: Fronte Nazionale Fascista (Front National Fasciste)
  • Gran Bretagna – Inghilterra: Partito Fascista di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord (Fascist Party of Great Britain and Northern Ireland), diventa alla fine della guerra Partito Fascista di Gran Bretagna (Fascist Party of Great Britain) e nel 1963 Partito Fascista Britannico (British Fascist Party). Dopo l’indipendenza di Scozia e Galles, viene rinominato Partito Fascista Inglese (English Fascist Party).
  • Grecia: Unione Nazionale Fascista di Grecia (Εθνική Φασιστική Ένωσις της Ελλάδας)
  • Irlanda: Partito Fascista d’Irlanda (Páirtí Faisisteacha Éireann).
  • Norvegia: Partito Nazionalsocialista Norvegese (Norske Nasjonalsosialistiske Partiet)

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